LA CLASSE COME AMBIENTE FISICO E SOCIALE

Come afferma Doyle “gli insegnanti incontrano gli studenti quotidianamente per un esteso periodo di tempo, proponendo attività che non necessariamente coincidono con i loro immediati interessi”. Egli sostiene che esistono importanti caratteristiche all’interno della classe di cui ogni insegnante deve necessariamente tener conto.

La mutidimensionalità;   la simultaneità;  l’immediatezza;  ’imprevedibilità; il dominio pubblico; la storicità.

Essere cosciente di queste variabili permette all’insegnante di comprendere e anticipare le difficoltà che si presentano in ogni esperienza educativo-didattica.

Lo stile cognitivo e le strategie d’insegnamento:

De Lagaranderie afferma che tutti i bambini a scuola possiedono “dei procedimenti personali di lavoro tanto impliciti da non permettere loro di prendere coscienza. Questi procedimenti personali di lavoro costituiscono delle vere abitudini mentali”, le quali, trovandosi al di fuori del livello di consapevolezza delle persone possono diventare la causa degli insuccessi scolastici. De Lagaranderie individua due categorie di “abilità evocative”: la categoria che si riferisce al metodo uditivo e quella che si rifà al metodo visivo.

Da ciò ne deriva l’importanza che l’insegnante scopra come imparano i propri alunni per impostare interventi educativi e metodologici adeguati a ciascuno; è altrettanto decisivo essere consapevoli che, nel proprio lavoro educativo e didattico l’insegnante può mettere in atto diverse strategie d’insegnamento, alcune più indicate per chi predilige metodi visivi, altre opportune per chi ha preferenza dei metodi uditivi. Per i primi è utile l’esposizione d’immagini, simboli schemi e parole chiave che evochino contenuti, comportamenti, concetti; anche una gestualità “convenzionale” (uso delle mani, postura del corpo, espressioni facciali) cattura l’attenzione, comunica messaggi e consente di rielaborare contenuti e abilità.

(tratto dal libro Gestire La Classe di Luigi D’Alonzo)