IL MODELLO DI JACOB KOUNIN

Prendiamo in esame i “pilastri” metodologici di alcuni importanti modelli pedagogici: da questi estrapoleremo le strategie che si prestano ad essere contestualizzate nella realtà, sotto riportiamo il modello di Jacob Kounin successivamente pubblicherò William Glasser, Lee Canter, Fredric Jones.

La ricerca di Jacob Kounin si concentrò nel capire quali fossero le strategie che gli insegnanti più capaci mettevano in atto per gestire la classe. Egli riprese con la telecamera migliaia di ore di lezione in centinaia di classi sparse in tutti gli Stati Uniti, che lo portarono a comprendere quali fossero le strategie più efficaci per gestire le migliori condizioni di apprendimento. Queste si possono sintetizzare nei seguenti punti.

A) La presenza efficace in classe : (withitness) L’insegnante capace è colui che sa gestire i problemi che sorgono in ogni momento: conosce, quindi, quello che succede in classe (withitness “essere addentro”). Questa è una capacità molto importante che non tutti gli insegnanti hanno: solo quelli realmente competenti riescono a comunicare ai ragazzi la loro presenza, la loro capacità di intervenire in ogni situazione.Gli allievi devono sentire di avere di fronte un docente in grado di osservarli; ciò è molto utile perchè previene comportamenti inadatti e permette un intervento educativo mirato e immediato.

B) Slancio e scorrevolezza : (momentum and smoothness) Se si desidera gestire la classe in modo significativo occorre mettere in campo non solo le abilità di attenzione, di osservazione, di analisi del comportamento degli allievi, ma anche quello slancio iniziale nell’affrontare i nuovi argomenti del programma che cattura l’interesse degli alunni e quella scorrevolezza necessaria a mantenere viva la loro motivazione. L’energia e l’entusiasmo del docente nel presentare un’attività sono contagiose e permettono allo studente di motivarsi adeguatamente in vista di un’obiettivo che vale la pena di raggiungere: l’apprendimento. 

C) Condurre più attività contemporaneamente: (overlapping) Per gestire la classe è necessario avere la capacità di presentare agli allievi più compiti da realizzare e diverse attività da svolgere in aula nello stesso tempo e nella stessa ora. Kounin ritiene questa abilità nodale per condurre una situazione di insegnamento apprendimento che non può essere identica per tutti in ogni ora di lezione. I ragazzi hanno bisogni differenti e quindi necessitano di attività didattiche differenziate. La moltiplicazione e diversificazione delle attività deve diventare un fatto normale.

D) La didattica differenziata : Le attività in classe devono motivare l’allievo. Per riuscirci è necessario non offrire mai il fianco al disimpegno con una proposta formativa che lasci inattivi per molto tempo. Occorre perciò essere capaci di variare e diversificare la proposta didattica nell’arco della giornata o del periodo formativo.

E) Effetto onda: (ripple effect) Per condurre la classe occorre usare una strategia, detta “effetto onda”, in grado di prevenire comportamenti inadeguati. Quando un soggetto ha un atteggiamento inadatto e potenzialmente pericoloso per il clima di classe, è possibile impiegare la strategia in questione, ossia riprendere l’allievo di fronte a tutti anche con energia, con lo scopo di comunicare che il comportamento inadeguato deve cessare non solamente a lui, ma all’intero gruppo, in modo che tutti possono imparare dalla situazione. Kounin sostiene che tale strategia è molto efficace con i bambini della scuola dell’obbligo meno con gli adolescenti.